mercoledì 26 febbraio 2014

Due elefanti si...

... dondolavano sopra il filo... Dondolo: aspettiamo con curiosità, piacere e con l'acquolina in bocca, l'apertura di questo locale, figlio dell'amicizia di due donne appassionate e competenti. Unico a Roma nel genere, vi scriveremo di Dondolo subito dopo l'inaugurazione!

martedì 11 febbraio 2014

Le Med- cousine de bar



La zona Piazza Bologna-Università Sapienza é ricca di bar (molti siciliani) ma nessuno veramente carino.


C'é quello sotto casa dove vai a comprare il latte, il Meeting a Piazza Bologna che ospita ogni giorno la folla di studenti fuorisede, quello che fa i dolcetti buoni a viale Ippocrate ma ti puoi sedere solo un trespolo, Mizzica dove altre persone si poggiano sulla tua spalla come gufi in attesa che liberi il posto...insomma darsi un appuntamento per prendere un caffè in santa pace e allo stesso tempo in un posto piacevole é davvero difficile! Noi ci abbiamo provato e alla fine lo abbiamo scoperto, per puro caso, un posto dove andare... si chiama "Le Med" e si trova vicino villa Torlonia, nella parte meno caotica e più verde del quartiere.


Da un bar dell'albergo a un ristorante ricercato, l'identità di "Le Med" non é molto chiara. Gli interni sono spesso arricchiti da quadri o fotografie in esposizione oltre alle ormai onnipresenti lavagne che mostrano il menù del giorno. I piatti del menù prendono spunto dalla tradizione mediterranea (Le Med come Mediterraneo, sinonimo di Mare Nostrum), trasformati in piatti ricercati ed elaborati. Belle le presentazioni e buono il cibo anche se, 12-14 euro per un primo mi sembra ancora un prezzo precoce da presentare in questo bistrot. A pranzo però é possibile anche spendere solo 10 euro scegliendo il menù fisso
A noi piace tanto andare a prendere in caffè a "Le Med" perché ha un piacevolissimo dehors; riparato, silenzioso, niente a che fare con tutti gli altri locali del quartiere. 

Organizzano anche aperitivi a buffet e serate con musica dal vivo, inolte sembra che facciano dei cockatails molto particolare ma che noi non abbiamo avuto ancora il piacere di assaggiare.


Un posto dove andare in questi giorni per godere del sole del cibo buono.




Le Med, cousine de bar
Lunedì - Domenica: 7:00 - 23:00
Tel. 06 8881 6999
Facebook
sito web



venerdì 31 gennaio 2014

Non solo cibo: Villa Torlonia e la Casina delle Civette

Un luogo di pace, fuori moda, fuori tempo, non radical, non popolare, non dispersiva come Villa Borghese, non saccheggiata da orde di adolescenti come Villa Ada, elegante, silenziosa, ricca di storia e di storie nella storia: Villa Torlonia.

Ok, ok, sono di parte: siamo cresciuti all'ombra dei suoi pini, abbiamo passato l'infanzia scendendo da soli di casa con un pallone, certi che avremmo incontrato gli stessi amichetti del giorno prima per comporre le squadre col classico "bimbumbalegiù!", trascorrevamo lì le migliori Domeniche di sole, con papà che leggeva il giornale su una panchina, il venditore di palloncini all'elio carissimi, il carretto delle fusaje, a correre sulle sue collinette fingendo di essere arditi esploratori, ad arrampicarci e a camminare in bilico sul tronco dal lato di Via Nomentana, a giocare a calcio nel galoppatoio e a chiederci cosa ci fosse in quelle costruzione chiuse, in ristrutturazione dalla notte dei tempi... "lo sai che ci sono le streghe dentro?", "lo sai che la cugina di un'amica del figlio del mio salumiere ha provato ad entrare ed è stata risucchiata dalle sabbie mobili?". Ora che siamo grandi lo abbiamo scoperto cosa c'era: www.museivillatorlonia.it. Il Casino Nobile, il Casino dei Principi, il Teatro di Corte, la Serra Moresca e la Casina delle Civette. Pochi giorni fa, in una mattinata di sole e di pausa dal lavoro, finalmente, per la prima volta ho visitato la Casina delle Civette. Un luogo di arte, di silenzio, una nicchia di eleganza e di colori. Ovvio, non siamo ai livelli della grande bellezza dei più noti luoghi d'arte romani, ma vi assicuro che se siete nei paraggi e avete voglia di staccare un pò dal rumore e dal traffico ossessivo e svilente della città, non ve ne pentirete.


la casina delle civette

giovedì 30 gennaio 2014

Un pranzo davvero romano all' Hostaria Edmondo

Questa volta il panzo "fuori" non era in programma; eravamo in zona Olimpico per altri motivi, che ci avrebbero dovuto portare a scegliere di pranzare solo con una mela, invece ci siamo ritrovati a scegliere -lo ammettiamo- fra il fast food o altro...

"Io conosco una trattoria qua vicino molto buona", qualche attimo di riflessione, e poi "ok, trattoria!". Alla fine -fotunatamente- ha vinto "Edmondo" il nostro altro. Lasciamo la macchina in doppia fila (trovare un parcheggio non é affatto facile!) ed entriamo in quello che da fuori sembra un posto dove sei già stato, la classica osteria di Roma con tendone bianco e porta di legno...niente di sfavillante ma qualcosa di tradizionale che speri non venga tradito dai piatti. Piacevole é la scoperta di un posto piccolo, un'unica sala, con circa 15 tavolini (forse quando sono al completo però rischia di diventare un po' caotico), cucina quasi totalmente a vista. La gentile e preparata (finalmente! Sembrava una specie estinta) cameriera ci elenca i piatti del giorno e i classici del menù e della tradizione romana: dalla trippa al carciofo, dalla carbonara all'osso buco, vorresti assaggiare tutto. 
Noi scegliamo la polenta con sugo di spuntature e l'abbacchio al forno con patate. La polenta era buona, morbida (forse un pochino troppo?) e saporita (sconsigliato scegliere di spolverarla di pecorino, altrimenti lo diventa troppo), l'abbacchio era s-p-e-t-t-a-c-o-l-a-r-e, tenerissimo e ben condito, non troppo saporito e si sposava alla perfezione con le patate invece un po' più salate. Quartino di vino rosso della casa -spero sempre che a casa bevano del buon vino- niente di che ma neanche imbevibile come in altri ristoranti, acqua, 2 Caffé. Conto: 25 Euro. Possiamo dire che il pranzo non ha tradito affatto le aspettative, le ha superate.

Hostaria Edmondo
Lun - Saba pranzo 12.45 - 15.00, a cena 19.45 - 23.30

Telefono: 06/3701272
sito web
pagina fb

sabato 18 gennaio 2014

Rosti: colazioni del mondo al Pigneto



Rosti lo abbiamo scoperto una sera per caso passeggiando al Pigneto, abbiamo sbirciato dentro il cancello: molti tavoli all'aperto in uno spazio molto grande, sedie colorate, poche persone forse un paio di famiglie in tutto -bambini inclusi- alberi, fili di lucine e un aspetto affascinante, di quelli che un po' mettono in soggezione, che fa venire il dubbio "ma si potrà entrare?". 

Noi quella sera non siamo entrati ma nel giro di pochi giorni, siamo tornati lì tre volte. Rosti è figlio dello chef Marco Gallotta e di Massimo Terzulli, soci e già padri di Primo; il progetto strutturale e di arredo é di Roberto Liorni, archittetto che ha contribuito alla fortuna di molti locali a Roma. Quando si arriva da Rosti sembra domenica, anche di mercoledì; lo spazio interno è diviso in tre ambienti: le due sale laterali hanno solo tavoli sociali da 20 coperti ognuno (se volete una cenetta a lume di candela é meglio evitare!) e la sala centrale di Rosti "è la vera officina della cottura, il trionfo degli arrosti, dei lieviti, della griglia, del forno a legna per la pizza romana, del lungo banco bar, basso e centrale con un piano unico in marmo bardiglio, ma soprattutto del gigantesco Giro". Noi abbiamo sempre mangiato all'esterno anche quando le temperature erano piuttosto basse, abbiamo preferito mangiare in veranda perché é un piacere ormai raro da provare a Roma, quello di mangiare in un ristorante che non abbia i tavolini esterni sul ciglio della strada ma in un vero e proprio giardino. Lo spazio esterno è molto grande con circa 200 coperti e ricorda proprio i giardinetti dove andavamo a giocare da bambini o quelli che ora si trovano solo in certi paesini: le sedie colorate, l'orto dove crescono le insalate e le erbe aromatiche, l'area giochi per i più piccoli. Aria di domenica, di giorno di festa, di pausa, di riposo. Questo clima domenicale é possibile anche grazie alla sceltà del menù. Dalle 9.00 di mattina in poi si può scelgliere di prendere solo un caffè e un cornetto (buonissimo!), oppure godere delle fantastiche colazioni geografiche: italiana, iberica, inglese o nord europea.  

La cucina é sempre aperta e anche se ti sei svegliato a mezzogiorno e vuoi fare colazione, qui puoi! Ovviamente non finisce con le colazioni l'offerta di Rosti: dal brunch, all'aperitivo, dalla pizza romana ai rosti di patate, dallo yougurt all'hamburger, tutto quello che mangiate è di qualità: prodotti coltivati direttamente nell'orto del locale o acquistati da piccoli produttori di fiducia (noi abbiamo visto personalmente arrivare delle cassette dell'Agriturismo Iacchelli di Velletri). 
Note dolenti -perchè se non ci fossero non sarebbe reale-:
  • il servizio! Che noia dire questa cosa, mi fa sempre un po' "rosicare"quando c'è un posto che mi colpisce, mi piace, mangio bene ma il servizio mi toglie un po' quell'incanto che si era creato. Non ho grandi pretese, mi piacerebbe solo che almeno uno dei camerieri conosca i piatti presenti nel menù, senza dover andare a chiedere allo chef, soprattutto quando stiamo parlando di un'insalata!



  • differenze di quantità di cibo nei piatti da un giorno all'altro. Ho visto nel giro di pochi giorni ridursi non di poco la quantità di cibo nel piatto della colazione inglese, spero sia stato un caso eccezionale. 


Rosti

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venerdì 20 dicembre 2013

Mazzo - The Fooders

Dice che c'è la crisi. Nonostante -o in virtù di?- ciò, a Roma spuntano nuovi ristoranti come funghi. Per fortuna, ma forse più per la volontà di chi apre di non soccombere e di trasformare la crisi in un'occasione per dedicarsi a ciò che si ama davvero (squattrinati per squattrinati, allora tanto vale rischiare per ciò che si desidera), questi nuovi locali sono spesso posti di qualità, dove si sperimenta la cucina buona, dove si vuole trasmettere qualcosa di bello, dove si hanno rispetto e amore per il proprio territorio, in questo caso Roma e il Lazio, dove dietro ai fornelli ci sono persone che hanno cura per le persone. E se ci aggiungi che nella corsa per quale quartiere diventerà "la nuova pigneto", Centocelle ormai ha un distacco notevole dal gruppo delle inseguitrici, ecco che MAZZO, figlio dei THE FOODERS, rappresenta perfettamente quello che sta accadendo a Roma in questo momento nel mondo della ristorazione.
Mazzo: innanzitutto, solo 10 posti a tavola. Questo significa calma, niente chiasso, possibilità di nuovi incontri, significa scegliere di ridare alla tavola (di legno, rigorosamente!) il suo senso più pieno e più antico, quello di luogo di relazioni, di momento di condivisione e non solamente di appoggio per saziarsi alla svelta. E' vero, non ci siamo più abituati (un tempo viaggiavamo core a core negli scompartimenti dei treni, senza cercare vie di fuga nei cellulari, a casa si mangiava e si dormiva coi vecchi zii e vigeva la regola che dove si sta in 10 si sta pure in 11, le partite si guardavano insieme in un salone o in un bar...) e all'inizio si fa un pò fatica, ci si chiede chi sono questi che me devono mangia' attaccati, ma poi per fortuna ci si scioglie e ci si ricorda che siamo tutti persone, tutti carne a pancia alla fin fine. Poi, la collocazione: nascosto, sobrio. Nonostante sia immerso tra gli edifici tipici di Roma Est, hanno saputo ricavare un piccolo spazio molto caldo esternamente.Internamente è piccolo, raccolto, la cucina è praticamente a vista, c'è la possibilità di scambiare qualche parola con i cuochi. Dietro al tavolo una piccola mensola dove mangiare o bere in due. Il menù è scritto su parete/lavagna, ahimè ormai vista e rivista. Questo anche perchè varia in base alla stagione, alla giornata e alla fantasia.


C'è grande scelta: dal rosti di patate con peperone pontecorvo e pecorino cenerino, al crostone con cavolo nero e lardo, dai primi più classici alla salsiccia alla birra con patate fritte, ketchup speziato e senape. Noi abbiamo mangiato un antipasto, molto vario, le patatine fritte (ottime, fatte in "casa" davvero... abbiamo fatto il bis!) con le salse, anche queste artigianali, il suddetto rosti, la polenta con ragu bianco e scaglie di formaggio (ottima e decisamente abbondante) e il dolce. Varia e buona la scelta delle birre. Un pochino più limitata quella dei vini.


La ragazza che si occupa del servizio ai tavoli è gentile e paziente.
Fanno servizio di take away, così da gustare la qualità della loro cucina anche a casa (dopo aver ritirato la cena nel locale).
Il conto non è eccessivo, ma secondo me comunque un pochino ino salato.
La prenotazione è obbligatoria.
In bocca al lupo ai creatori! Vale la pena farsi il Mazzo.


Mar-Sab 18-00.
Solo la Domenica aperto anche a pranzo.
Telefono: 06/64962847
Sito web:  http://www.thefooders.it/mazzo/
Facebook: https://www.facebook.com/MAZZO.ROMA

sabato 7 dicembre 2013

Pro Loco D.o.l.: tutto il Lazio a Centocelle


lavagna-proloco-dol

Tra i palazzoni romani, tra il traffico e il parcheggio introvabile, si nasconde uno scrigno segreto pieno di gusto e di qualità; stiamo parlando di Pro Loco D.O.L.. Avevamo già avuto occasione di acquistare salumi e formaggi presso la Bottega D.O.L. (Di Origine Laziale), prodotti unicamente laziali che puntano a "diffondere il concetto di filiera corta favorendo la conoscenza e la fruizione dei prodotti del territorio, la tutela di tutte le aziende tradizinali e degli artigiani dell’enogastronomia, fino allo sviluppo di forme di agricoltura ecocompatibile" ma adesso quella piccola bottega si è spostata di qualche numero civico per diventare anche un ristorante dove assaporare buonissimi piatti con i prodotti D.O.L.





Si passa dai taglieri di salumi e formaggi alla pasta e alle zuppe, dai secondi di pesce e di carne fino ad arrivare a lei, la venerabile pizza di Gabriele Bonci di Piazzarium, servita su un tagliere di legno, non tonda ma rettangolare, più una pizza a taglio che una tonda ma che con la pizza a taglio che conoscete non ha nulla a che vedere; si possono scegliere due gusti ma rigorosamente o due rosse o due bianche altrimenti, per non perdere i sapori. Una raccomandazione: se scegliete di prendere la pizza cercate di essere in tre a mangiarla o almeno in 2 affamati perchè da soli non ce la farete a finirla soprattutto se volete anche antipasto e dolce! Buona anche la selezione di vini e di birre rigorosamente artigianali, i dolci... io ho mangiato una panna cotta alla liquirizia e... incredibile! La liquirizia sapeva davvero di liquirizia (e non è cosa comune).


Pro Loco ha aperto da poco più di un mese, quindi qualche pecca ancora sul servizio l'abbiamo notata ma niente di grave se ripensate a quello che avete mangiato. Forse l'aspetto, anche esterno del locale, ricorda troppo un locale newyorkese invece di una bottega laziale ma siamo sicuri che il tempo (e le piante che speriamo cresceranno davanti la vetrata) permetterà di migliorare.





Pro Loco D.o.l.
Lun - Sab: 8.30 - 0.00
parcheggio gratuito per tutti i clienti in via delle Robinie 11b 

Telefono: 06 24300765

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