mercoledì 8 ottobre 2014

Delle Provincie: il "Pidocchietto" che non soccombe ai giganti delle multisala



Ha fatto la storia del quartiere Bologna Nomentano e forse del cinema di tutta la città, il cinematografo Delle Provincie.

Cinema d'essai, 350 sediolini non esattamente comodissimi e una programmazione di qualità a costi decisamente contenuti. Rigorosamente monosala, i film arrivano con qualche settimana di ritardo ed è gestito dalla parrocchia alle sue spalle, la S.Ippolito.
Ha accompagnato tutte le fasi della vita di noi nati in questo quartiere, dall'infanzia, con i primi film insieme a mamma e papà la Domenica, fino agli anni dell'università e del lavoro, con la certezza che, anche senza informarti prima sulla programmazione, avresti trovato un film carino a pochi euro e a pochi passi da casa a ristorarti da una giornata di fatiche. E' il rifugio per i vecchietti di zona nei Sabato pomeriggio piovosi e per gli universitari "fuorisede" il mercoledì sera, quando il prezzo cala di un euro (3 invece dei soliti 4). Un tempo i sediolini erano di legno, ora ci sono le poltroncine imbottite, Il bar invece è rimasto sempre lo stesso: apertura solo durante l'intervallo e prezzi popolari.

Il clima all'interno ricorda molto quello delle proiezioni di quartiere in piazza nei primi anni del cinema, quello di un cineforum o, perchè no, quello familiare delle serate piumone&tisana sul divano.

Chiuso il Lunedì e il Martedì.



martedì 26 agosto 2014

Vesper: un locale al posto giusto



Basta, non possiamo più rimandare il nostro commento su quel nuovo locale che, nelle ultime settimane, ci ha dissetati più di una sera. Oggi vi parliamo di Vesper, bar enoteca in zona Piazza Bologna e ne parleremo bene perché dopo la prima serata, ce n’è stata una seconda e poi una terza e poi una quarta e poi… 



Precisamente il Vesper si trova a Piazza Massa Carrara, una piazzetta sita nella parte meno “viva” del quartiere universitario, dove non si ricorda la presenza di locali di particolare fascino e successo. Proprio per questo, quando dal finestrino della macchina abbiamo intravisto tavolini di legno e lavagnetta con menù al posto di quella vecchia-boutique-da-signora-in-cerca-di-un-vestito-per-il-funerale-del-proprio-gatto, non c‘è stato bisogno di dire niente, i nostri occhi hanno brillato. Il locale è piccolino, sono presenti circa 6 tavolini di legno (uno all’esterno) realizzati a mano, un bancone bar e una finestrella che dà sulla strada per chi vuole ordinare qualcosa senza entrare nel locale. Lo spazio é curato in ogni dettaglio dalle piastrelle alle fotografie sui muri, dalle piante sospese alle vecchie vetrine del negozio riempite di cartoni. Dalle lavagne appese a una parete é possibile leggere cosa si può mangiare e bere e i relativi prezzi: taglieri (8-9 euro), crostini (3-9 euro), insalate (8-9 euro), vini in bottiglia o alla mescita (4-5 euro), birre artigianali e cocktails (5 euro). Al nostro arrivo ci è sempre stata offerta pizza scrocchiarella, bruschettine, talvolta frutta fresca e una bella accoglienza da parte dei  due giovani che, dopo una lunga esperienza lavorativa dietro un bancone a Piazza di Spagna, hanno scelto di aprire un posto loro, "Lei" ci dice il ragazzo mentre pesta il nostro Mojito indicando la ragazza dietro il bancone "Lei é la titolare".

Da non perdere assolutamente: i cocktails alla frutta. Il Mojito al cocomero è stato uno dei motivi per i quali siamo tornati più volte al Vesper, per qualcuno forse un pochino troppo dolce ma, é solo questione di gusti. Spumosissima Pina Colada. Delicata la Capiroska alla prugna bianca. E’ possibile ordinare gli stessi cocktail nella variante analcolica.

Non sempre però, saranno disponibili tutti i cocktails alcolici o analcolici che desiderate, questo perchè il Vesper utilizza solo frutta fresca garantendo così un prodotto di qualità difficile da non apprezzare, amerete percepire tutti gli ingredienti della vostra bevanda dimenticando così quei mojito che sembrano spremute di lime o frullati di menta. Nota dolente: il tagliere misto salumi e formaggi abbondante ma, non ci ha entusiasmati.

Noi al Vesper continueremo sicuramente ad andare e vi consigliamo di fare lo stesso, chissà magari ci incontreremo...


Vesper

Piazza Massa Carrara, 5 (zona Piazza Bologna)
0644291541 

Da settembre 2014
12:00 - 24:00
chiuso il lunedì

vesperroma@gmail.com
Pagina Fb

martedì 19 agosto 2014

L'Antica Stabia: provare per credere

Incredibile. Esistono ancora. Quelle bettole piccole, trasandate, dove umanità, follia, parole, Roma bene e Roma male, semplicità, verità e sceneggiata si mescolano e creano incontri e risa.

Dal cilindro di Roma a metà Agosto escono fuori spesso personaggi che di inverno sfuggono, vengono alla luce storie pittoresche, strazianti, comicissime e inquietanti. E forse, solo in questo periodo una pizzeria che nei restanti undici mesi risulterebbe solo malmessa, piccola, ottima ma cara e cafona può invece diventare il palcoscenico di incontri surreali. Parliamo dell'Antica Stabia, pizzeria (e basta, nel senso che come per le più antiche pizzerie napoletane, si preparano soltanto pochi tipi di pizza, i più classici) la cui gestione è interamente nelle mani de Il Maestro, come tutti lo chiamano, don Rafe' di Castellammare di Stabia. Lui impasta, lui condisce, lui inforna, lui sforna e tu vai a prenderti la pizza al bancone. Una ventina di posti a sedere o poco più, su Via Tiburtina, e una pizza davvero napoletana: pasta morbida ma non gommosa, non salata anzi,volutamente impastata senza sale perchè O Maest' vuole che risaltino i sapori da sè. Pomodoro La Torrente, pomodorini del Vesuvio, bufale campane e alici di Cetara (della prima pescata di Maggio, dice don Rafe'!), olive e salame piccante sono gli ingredienti che vanno a compore qualche variante di margherita, un paio di varianti sul tema diavola (ottimo il Ripieno), un calzone e circa un paio di altre tipologie. Ci spiega Rafe' che l'impasto, unito alla pasta madre, lievita non più di 16 ore in casse di legno, che non prevede aggiunta di zucchero e di grassi e che la farina viene preparata solo per lui da un mulino del basso Lazio. E poi ci racconta tanti altri segreti della sua arte che non posso riportare.
Vorrei davvero essere capace di descrivervi gli arredi, ma credo che valga la pena vederli con i propri occhi: soffitti malmessi rattoppati con immagini di madonne e santini, una scritta in led che scorre sgrammaticata e lunghissima su una parete e ricorda ossessivamente che Il Maestro non segue le mode ma soltanto la tradizione, un frigo dal quale accingere autonomamente birre e bottiglioni di digestivi fatti in casa.
Insieme a noi, studenti, professionisti, mattarelli, suonatori, padri e figli, una coppietta e le vite liquide della Tiburtina che scorrono fuori.
La pizza è forse la migliore di Roma, ma non vorrei esagerare. E' carissima, questo sì. Ma è da subito evidente che quello che paghi, oltre alla pizza, è tutto il resto.
Avete tempo fino a Febbraio, poi Rafe' dovrà lasciare quel locale e ancora non sa cosa farà.


Via Tiburtina 613

Tel. 06 43598610

martedì 1 luglio 2014

Enoteca Cul De Sac: che fiasco!

Pretenzioso, affollato, servizio scortese e arrogante, un sottofondo di stoviglie sbattute, una disposizione dei tavolini asfissiante, insomma non ci è chiaro a cosa sia dovuta la fama di questo posto. Se Pasquino parlasse, direbbe: "Bocciato!" e siccome qui scriviamo di quello che ci piace di Roma, non recensiremo oltre.
Per i curiosi, comunque Cul De Sac.

Aromaticus: l'orto a Monti


Rione Monti, lo sappiamo, è una tra le zone più belle di Roma. Ricca di botteghe d'altri tempi e di artigiani dell'ultima ora, é il luogo ideale dove andare a passeggiare in un bel pomeriggio di sole e restare, poi, per la cena e per il dopo cena. A Monti, di locali ce ne sono tanti, alcuni buoni, belli, semplici e originali, altri meno, decisamente meno. Noi eravamo venuti a conoscenza di un posticino dove andare per la colazione o per l'aperitivo o addirittura per fare qualche regalo. Così il 24 dicembre scorso decidiamo di andare, sperando di trovarlo aperto e di riuscire a fare gli ultimi regali... ma niente, sbagliamo orario! Siamo tornati allora, qualche settimana fa, con il desiderio di provare l'aperitivo, dicendoci: "Dai, non prendiamo la macchina, andiamo con i mezzi" -così da espiare un po' la colpa della dieta dimenticata- ma, una volta usciti dalla fermata della Metro Cavour, abbastanza vicina al locale, il diluvio ci ha travolti e il nostro posto dei desideri, ancora una volta, era chiuso! (La pioggia battente ci ha "costretti" a ripararci in un altro posto del quale vi parleremo un'altra volta...)

"Basta, la prossima volta, chiamiamo prima di venire!"


Telefoniamo e torniamo qualche giorno dopo. Finalmente quel cancelletto é aperto! Finalmente siamo i benvenuti da AROMATICUS!


Il locale é diviso in due parti, appena entrati sembra di stare in in un piccolo orto: a sinistra si stende una vetrina di piantine aromatiche, a destra il necessario per il giardinaggio e idee regalo originali come il kit per fare il formaggio. Nel secondo spazio si trova qualche tavolino in legno con gli sgabelli alti, realizzati dagli stessi proprietari. Ci accomodiamo e scegliamo con un po' di fatica cosa mangiare: vino bianco (e poi anche rosso) di Marino, unica scelta possibile per quanto riguarda i vini e diversi assaggi degli aperitivi. Noi eravamo in 4 e abbiamo confuso non poco il titolare livornese con domande, richieste particolari delle persone vegetariane e indecisioni ma lui ha saputo sopportarci, consigliarci e stare alle nostre chiacchiere e risate; menomale che il proprietario si è dimostrato molto gentile e disponibile perchè devo dire che il menù non era molto chiaro relativamente all'aperitivo e avremmo perso almeno altre 5 ore per decidere cosa mangiare. Il vino non era niente di che, il bianco sicuramente migliore del rosso ma comunque non un vino da ricordare. Ma, il cibo, il cibo era incredibile, piacere dei sensi, un'esperienza indescrivibile! 

Tra le cose che abbiamo mangiato: 
Passata di ceci con Guanciale croccante, pomodori essiccati al sole e chips di pane carasau
JackedPotato con formaggio caprino
Caprese di patate e mozzarella di bufala con olio e sale (il piatto vincitore secondo alcune delle persone che erano con me)
Tartare di Fassona piemontese, presidio Slow Food "la Granda" condita all'Aromaticus.

Mangiando e chiacchierando, il proprietario ha anche tardato la chiusura a causa nostra ma, nonostante questo, non ci ha invitati ad andare via con parole o sguardi cagneschi. Certo é che la chiusura alle 21.30 limita un po' le possibilità di frequentare spesso questo posto.

Assolutamente da provare, gustare, odorare...

Aromaticus
via Urbana, 134 (Rione Monti)


Lunedì: chiuso
Martedì - Domenica: 11:00 - 21:30
Pagina Fb
Sito web
Telefono (a noi è servito!): 06 488 1355

venerdì 16 maggio 2014

La Portineria: benvenuto, croissant!


La Primavera a Roma quest'anno tarda ad arrivare, è vero. Nonostante ciò, il mio stato psico fisico dalle vacanze pasquali è rimasto immotivatamente e irresponsabilmente placido e sonnecchiante e ciò mi porta, anziché a produrre azioni utili alla sopravvivenza della società e di me stessa, a concedermi pause e lenti risvegli, come in un 1 Maggio senza fine. La colazione a La Portineria rientra in questo strascico vacanziero.


Siamo in Via Reggio Emilia, zona Porta Pia. La Portineria è soprattutto una pasticceria, un laboratorio di pasticceria, ma è anche caffè corposi e cappuccini schiumosi al punto giusto, focacce salate e piatti caldi e freddi. A dire il vero, i creatori Ciro Caldieri (food designer), Gian Luca Forino (anima della pasticceria, campione del mondo di pasticceria juniores), Teresa Matteucci (food manager), Veronica Tamburella e Daniele Diamanti (interior designers) amano definire La Portineria "un format food"... che vor di'? Noi non lo sappiamo, sappiamo solo che i croissant alla francese sono finalmente sbarcati a Roma, burrosi, grandi, che sono farciti di una crema "ciccionissima" gialla che rasenta la perfezione, che la caprese allo stecco è soffice ed equilibrata (comunque non al livello della caprese di Lucarelli in Via Stamira!), che ci piace la disposizione simmetrica ed elegante dei dolci lungo il bancone (praline, eclairs, minicake, crostate, capresi, cioccolate, croissant, lieviti all'italiana, pane al cioccolata, etc...), che ci siamo meravigliati come bambini davanti ai cioccolatini con le forme più disparate, che abbiamo sbirciato con curiosità e piacere i pasticceri all'opera nel laboratorio a vista.
Una porticina su Via Reggio Emilia, qualche scalino in discesa, poi la sala: arredi di recupero (decisamente già visto a Roma, però niente male i seggiolini e i lampadari ricavati da utensileria di cucina e l'utilizzo di porte di diverse forme e colori per arredare le pareti), tavoli di legno, poltroncine vintage, un lungo bancone, infine uno spazio nel quale affacciano il laboratorio di pasticceria, la cucina dei salati e l'ufficio dei proprietari. Bocciatissime le decorazioni floreali, così come la radio a volume alto e le magliette auto celebrative dei camerieri.

La Portineria
Via Reg­gio Emilia, 22/24 Roma
Tel.06 9521 8864
laportineria.it

martedì 6 maggio 2014

Guarda come... Dondolo a Città Giardino

Vi avevamo annunciato, circa tre mesi fa, che un nuovo locale stava per alzare la saracinesca ed oggi siamo felici di presentarvi Dondolo! Dondolo nasce dall'idea di due (belle e brave) ragazze, Ferderica Tiddi e Livia Guccerelli, chef. Noi lo conosciamo dal giorno dell'inaugurazione ma abbiamo approfondito la conoscenza più di una volta: a pranzo, a cena, dopo cena, a metà mattina... insomma non smettiamo più di dondolare!

La prima parola che mi viene in mente pensando a questo nuovo locale in zona Città Giardino é relax. Dondolo é uno di quei posti che permette di rilassarsi anche in una fugace pausa pranzo, quando i nervi sono a fior di pelle. Noi abbiamo amato mangiare nell'atrio all'aperto del locale, dove si trovano dei particolari e divertenti tavoli lavagna sui quali scarabocchiare in attesa che arrivi la vostra ordinazione (finalmente un uso diverso e simpatico della vernice lavagna!). Nell'atrio si trova anche il bellissimo dondolo che dà il nome al locale e sul quale, per noi, é quasi d'obbligo fumare una sigaretta dopo mangiato. Anche l'interno del locale é molto carino e curato, stupenda l'idea di scattare una foto ad una vera e propria montagna di oggetti, stamparla su carta da parati e decorare con questa una parete del locale.
Ma passiamo al cibo: la cucina é angolassone, rivisitata secondo la tradizione italiana. Il meù prevede cibi "veloci" e buoni da mangiare a colazione come a cena. Ottimi i bagel, panini bucati (buonissimo il pane preparato dallo chef!) farciti con abbinamenti ricercati ma azzeccati come prosciutto crudo, avocado, pesto, pomodoro e rucola (bagel Quando, 5 euro) o caprino, pomodorino confit, spinaci saltati e salsa di olive nere (bagel Dove, 4.50 euro)... noi abbiamo provato praticamente tutti i bagel presenti nel menù (quando, dove, come, quanto, perchè, chissà); sono tutti buonissimi ma il nostro preferito è il Chissà, con spalla di maiale. Visto che ormai avete capito che di Dondolo siamo ghiotti, non vi nascondiamo anche gli altri pezzi forti del menù che abbiamo mangiato per puro spirito di sacrificio nei confronti dei nostri lettori:

-uova alla Benedict, due uova in camicia con salsa olandese servite su english muffin (focaccine salate) e accompaganto da un ingrediente a scelta tra bacon, cotto, salmone o spinaci

- i Girasoli, specialità australiana gluten free, che consiste in frittelle di mais con bacon croccate, salsa di avocado, marmellata di pomodori e rucola

- le insalate, servite in barattoli di vetro da conserva. In particolare ho provato l'insalata con pere, miele e bacon. Bella e buona!

-le patatine a sfoglia, servite anche queste nei barattoli di vetro

-i dolci: dai pancakes al banana bread, passando per lo yogurt con muesli e avena tostati al forno con miele e frutta secca... impossibile uscire da Dondolo senza mangiare il dolce e vivere senza rimpianti.

L'atmofera é piacevole, senza musica o radio a tutto volume ad occupare i silenzi dei clienti. Incredibilmente da Dondolo le persone comunicano!
Il servizio é alla mano, i camerieri sono giovani e gentili senza essere cafoni, altra rarità visto che altrove sembra che i camerieri giovani che servono clienti giovani debbano essere, per forza di cose, trasandati e maleducati, ma, questa, é un'altra storia...


Dondolo
via Cimone 129/131 (zona Città Giardino)

lunedì chiuso
mart-merc: 12.00-18.00
giov-ven: 12.00-01.00
sabato: 10.00-01.00
domenica: 10.00-16.00


Contatti:
Pagina Fb
e-mail: info@dondoloroma.it